“Noi danziam sull’orlo d’un vulcan!”: a dare un senso più profondo e allusivo a queste parole ci pensò la storia, ben più di quanto non faccia il libretto della Vedova allegra di Franz Lehár. Nell’operetta il protagonista maschile Danilo Danilovic associa valzer e vulcani dopo che il suo sentimento ferito lo fa inveire contro Hanna Glawari, la vedova che lo turba, e che gli appare “troppo libero-scambista”; ma nel suo delirio di innamorato, nel pieno di una schermaglia con sé stesso prima che con l'amata, Danilo pronuncia altre parole – “equilibrio europeo”, “guerra” – che col senno di poi diventano vaticini pesanti come lapidi. A Vittorio Sgarbi, regista della produzione andata in scena al Teatro di Catania, la dimensione del futuro, rispetto a una creazione che precede di pochi anni la Grande Guerra, sembra tuttavia interessare ben poco : Sgarbi regola il suo approccio al lavoro musicato da Franz Lehár in senso sincronico, e vede nell'operetta la fissazione di un momento la cui cifra a livello artistico si può riassumere nello stile liberty, a livello ideologico nella fine consapevole della Belle époque. Su queste premesse, Sgarbi rende credibile – oltre che ancora viva e divertente – La vedova allegra alludendo discretamente a una dimensione onirica : dove il sogno, prima di essere materia eletta nel senso di Freud, è ancora sogno ad occhi aperti di personaggi che vogliono abbandonarsi a un sensuale oblio.
LA VEDOVA ALLEGRA
Operetta in tre atti
Libretto di Vittore Leon e Leone Stein
dalla commedia L'Attaché d'ambassade di Henri Meilhac
Musica di Franz Lehár
Direttore Andrea Sanguineti
Regia Vittorio Sgarbi
Personaggi principali e interpreti
Il barone Mirko Zeta - Armando Ariostini
Valencienne, sua moglie – Manuela Cucuccio
Il conte Danilo Danilovic – Fabio Armiliato
Hanna Glawari - Silvia Dalla Benetta
Camille de Rossillon -Emanuele D’Aguanno
Il visconte Cascada – Riccardo Palazzo
Raoul de St.Brioche – Alessandro Vargetto
Bogdanovic – Gian Luca Tumino
Sylviane – Valeria Fisichella
Kromov – Salvo Fresta
Olga – Paola Francesca Natale
Pritschitsch – Antonio Cappetta
Praskovia – Sabrina Messina
e con la partecipazione di Tuccio Musumeci nel ruolo di Njegus
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO MASSIMO BELLINI
Maestro del coro Gea Garatti
Allestimento della Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi
con sovratitoli in italiano ed inglese
Una regia accurata a firma di Vittorio Sgarbi, neo-assessore alla Cultura della Regione siciliana, ambienta La vedova allegra di Franz Lehár alle Terme Berzieri di Salsomaggiore, per una messa in scena stilizzata e elegante nel segno del Liberty. Bella la parte musicale, con il pubblico del Teatro “Bellini di Catania” coinvolto ad applaudire a tempo nel momento topico del Cancan.
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